Il Tiramibabù del Pastry Chef Alfonso Contaldo tra i dessert della stagione 2024

Preparatevi a sperimentare un’esplosione di sapori senza precedenti! L’Hotel Raito, gioiello incastonato nella splendida Costiera Amalfitana, sta per lanciare una novità dolciaria che lascerà un’impronta indelebile nel cuore di ogni amante del buon cibo. Il Tiramibabù, creazione del talentuoso Pastry Chef Alfonso Contaldo, promette di rivoluzionare il concetto di tiramisù come lo conosciamo.



Un’Armonia di Texture e Sapori

Il Tiramibabù non è solo un dessert, ma un’esperienza multisensoriale che sedurrà i vostri sensi. Immaginate la morbidezza vellutata del classico tiramisù, arricchita da una deliziosa croccantezza grazie al cramble al cacao. Ogni morso vi regalerà un’esplosione di gusti e consistenze, trasportandovi in un viaggio culinario senza eguali.

“Il Tiramibabù è il risultato di una ricerca costante per creare qualcosa di unico e indimenticabile,” afferma Alfonso Contaldo. “Volevo offrire ai nostri ospiti un’esperienza che trascendesse il semplice dessert, una vera e propria celebrazione dei sapori.”



Un’esperienza sensoriale unica

Oltre al gusto straordinario, il Tiramibabù è un vero spettacolo per gli occhi. La presentazione elegante e raffinata catturerà la vostra attenzione prima ancora di assaporarlo. Ogni dettaglio è stato curato con la massima attenzione, rendendo questo dessert un’opera d’arte culinaria.

Un’opportunità da non perdere

L’Hotel Raito si prepara ad accogliere la stagione 2024 con un’offerta dolciaria che lascerà un segno indelebile. Il Tiramibabù di Alfonso Contaldo promette di diventare un’icona della pasticceria italiana, un’esperienza che rimarrà impressa nella memoria di chiunque abbia la fortuna di assaporarlo.

Non lasciatevi sfuggire questa opportunità unica. Prenotate il vostro soggiorno all’Hotel Raito e preparatevi a lasciarvi sedurre dal Tiramibabù, un capolavoro di gusto e creatività che renderà indimenticabile la vostra vacanza sulla Costiera Amalfitana.

I Due Fratelli di vedetta sulla Marina di Vietri

I Due Fratelli sono un gruppo di scogli situato nel comune di Vietri sul Mare, in provincia di Salerno. Quando ci si affaccia sulla panoramica vista della costiera in prossimità di Vietri sul Mare, è impossibile non notare i due scogli che fanno da vedette alla spiaggia vietrese. Rappresentano da sempre il simbolo di Vietri sul Mare tanto che diverse sono le leggende che si narrano sulla loro comparsa in queste acque.

Il Conte Umfredo dei Landolfi e il Principe Rajan

La prima leggenda ha le sue radici nel lontano 871-872 d.C. durante la sanguinosa guerra tra i salernitani, guidati dal Principe Guaiferio di Salerno, contro i pirati saraceni.

L’antica leggenda narra che un giorno apparve nel mare di Salerno una grande flotta di navi saracene che cinsero d’assedio la città. La guerra continuava da più di un anno, Salerno era alla fame, la popolazione sopportava fame e privazioni. Allora il Principe Guaiferio, non potendo più sopportare il triste spettacolo, riunì il Gran Consiglio e propose di risolvere il conflitto con un duello tra il più forte dei Saraceni e il più forte dei cavalieri Salernitani. Lungo le strade della città l’araldo annunciò la sfida tra il prode Umfredo, Conte dei Landolfi, e il Principe Rajan, figlio di Helino, che comandava l’esercito degli aggressori. Il giorno prestabilito si affrontarono i due giovani campioni, lancia in resta, mentre la popolazione assisteva trepidante da sopra le mura della antica Salerno, incoraggiando il proprio paladino. Il duello avrebbe segnato il destino della città e tutti avevano il fiato sospeso. Rajan ad un certo punto scappò sotto i colpi e i fendenti di Umfredo. Questi lo inseguì e il duello si protrasse in quel di Vietri. Lo scontro continuò feroce e al calare del sole, i due si trovarono stremati e sanguinanti in fin di vita. Le vesti strappate rivelarono tatuato sul petto di entrambi lo stesso stemma di famiglia. Rajan, il principe saraceno mezzo dissanguato disse – “Cosa vedo sul tuo petto , o cristiano? Lo stemma dei miei avi. Guarda bene, Umfredo, è lo stesso stemma che porto io!”. Umfredo protestò incredulo con un filo di voce, allorché Rajan gli rivelò – “Ma si, mio padre Helino per tutta la vita ha cercato un figlio che gli era stato rapito dai pirati. È successo tanti anni fa e lo ha cercato per tutto il mondo! Ora io ti ho ritrovato. Tu sei mio fratello e io ti ho ucciso!” E Umfredo – “Ti perdono! E perdonami anche tu! Che destino crudele, due fratelli, ci siamo uccisi l’un l’altro.

I due morirono col desiderio di abbracciarsi anche solo per un momento, poi scivolarono a mare , e come narra la leggenda, si tramutarono nei due scogli che ancora adesso vengono chiamati “i Due Fratelli”.

La leggenda dei fratelli pastori e la Ninfa Roda

Altra leggenda molto diffusa sull’origine del nome, narra di due giovani pastori che, spintosi con il loro gregge fin sulla spiaggia di Vietri, rimasero incantati dalla bellezza di una misteriosa fanciulla che dormiva in mezzo al mare. Allo scatenarsi improvviso di una tempesta, i due giovani in pena per lei si buttarono in acqua nel tentativo di tirarla in salvo, ma senza successo e annegando inevitabilmente in quelle acque agitate. Il gregge fedele ai suoi pastori seguì i due giovani e tutti gli animali fecero anche loro una tragica fine. La fanciulla si salvò perché altri non era se non la ninfa marina Roda, figlia di Poseidone, dio del mare. Poseidone ammirato il coraggio e la generosità del gesto dei due giovani e decise di trasformarne i resti nei due scogli oggi noti come i “Due Fratelli” e le pecore del loro gregge in piccoli scogli che li circondano nel mare.

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